Credito cooperativo

La sezione illustra alcuni aspetti della storia economica della contea di Gorizia e Gradisca nella seconda metà del secolo XIX e fino al 1914. Nel XIX secolo la provincia di Gorizia, con ben altre dimensioni ed estensione rispetto alle attuali, costituisce dal punto di vista amministrativo il Circolo di Gorizia per il periodo 1819-1860. Successivamente, a partire dal 1861, la circoscrizione amministrativa Goriziana prende il nome di Contea principesca di Gorizia e Gradisca.

Dal 1867 la Contea è compresa nell'Austria Cisletania, distinta dall'Ungheria o Transleitania: le due parti dell'impero dualistico si comportano infatti dal punto della politica economica come due stati distinti. Area eminentemente agricola, la Contea viene investita nella seconda metà dell'800 dall'onda lunga della Rivoluzione Industriale, caratterizzata da un'inversione del rapporto numerico tra i lavoratori impiegati nell'industria e quelli operanti nel settore agricolo che diminuiscono.

Il sistema più diffuso di condizione delle tenute agricole è quello colonico: il proprietario affida i vari appezzamenti di terreno al colono con contratti di breve durata, esigendo, oltre a vari servizi aggiuntivi un affitto con la clausola "a ferro e fuoco" cioè indipendentemente da qualsiasi evento sfavorevole che fosse sopravvenuto a danneggiare il raccolto. Questo mette il colono alla mercè del proprietario e degli usurai, creando un indebitamento progressivo che impedisce qualsiasi tipo di investimento in migliorie dei fondi ed in attrezzi per il lavoro. Nel 1878, a Farra d'Isonzo, nasce la società di mutuo soccorso "La fratellanza", uno dei primi tentativi di dare risposta a questa situzione; purtroppo però essa resta un fatto isolato nel contesto agricolo della Contea di Gorizia.

In questo quadro, nell'ultimo decennio del XIX secolo, cominciano a realizzarsi le condizioni per dar vita ad istituti di credito agricolo; esiste un corpus legislativo, ideologico e di esperienze a cui far riferimento e la scelta cooperativa appare l'unica possibile. E' la nascita delle casse rurali che rappresentano per i contadini del tempo un importante strumento di riscatto economico e sociale.

La prima cassa rurale della parte italiana della Contea a costituirsi è quella di Capriva, nel 1896, negli anni successivi numerosi furoni i paesi a seguire questa strada: a Farra, ad esempio, la cassa si costituì nel 1903.